Non era la solita soffitta buia e polverosa, quasi scordata da chi un piano più sotto vive quotidianamente; si trattava invece di un sottotetto ordinato e luminoso, anche chi vi saliva per la prima volta intuiva l’utilizzo giornaliero di questo spazio. V’erano infatti oggetti pronti al frequente uso: utensili ,qualche indumento e tra questi anche scarpe. Poggiata ad una parete, di fronte al lucernario, c’era una lavagna baciata dal sole filtrante, quando il cielo lo permetteva. La cornice era di legno lucido ed il quadro nero, con ancora quell’aria importante di chi aveva assimilato parole e saggezza risultando affascinante e profondamente bella. In quel luogo nessuno badava a “queste sfumature tranne lei……lei traeva da tali sottigliezze grandi motivi di vita ed il desiderio di conoscere, di sapere, di parlare e confrontarsi sempre. Solo per la sua insistenza e desiderio di rapporti riuscì ad avvicinare le parecchie scarpe disposte in modo ordinato in quel microcosmo sotto le tegole. Ogni elemento di quell’esercito di cuoio si divertiva a raccontare per ore intere gli avvenimenti capitati durante la giornata. Le calzature gareggiavano tra loro per vedere chi avesse compiuto le avventure più belle, ogni semplice passeggiata diventava il viaggio della vita. La lavagna pur sentendo la solita musica s’interessava ugualmente alle loro discussioni, aveva sete di sapere, anche se di cose ne conosceva, ma non appena era lei a raccontare le sue esperienze, nel sottotetto regnava il silenzio. Pur fingendo di non interessarsi molto, le scarpe seguivano appassionatamente gli argomenti proposti dalla lavagna; una sola di queste rimaneva indifferente. Era uguale alle altre , forse un po’ più consumata a causa dell’ uso frequente, ma ripulita e lustrata avrebbe anche lei ben figurato. La lavagna indispettita ed incuriosita dall’atteggiamento incurante della scarpa, cominciò a studiare le sue mosse per capire cosa avesse di tanto importante da fare e si chiedeva: “Perché pensa ad altro e non a me che sono in gamba ed anche bella?”. Così un giorno decise di prendere l’iniziativa, urtò dolcemente la scarpa che sonnecchiava in un angolo e scusandosi le domandò qualcosa per attaccar bottone. L’unica risposta che ricevette fu : ” Sono stanca! Non mi va di parlare!”. Per la lavagna fu un duro colpo ma la sua ostinazione vinse e riprese subito il difficile dialogo:” Perché mi eviti?” chiese irritata. La scarpa non vedendo altra soluzione, guardò scocciata quella bella figura ( si … era davvero bella) e rispose:” Non abbiamo niente da dirci e nemmeno abbiamo qualcosa in comune noi due. .tu sei una lavagna ed io una scarpa , di cosa potremmo parlare? Siamo così diverse e poi ho già tanti problemi! Domani dovrò percorrere ancora parecchi chilometri e devo cercare d’essere presentabile altrimenti mi buttano. Scusami ma devo riposare!”. La lavagna riprese più testarda di prima:” Fortuna che non volevi parlare!” e la scarpa:” Mi sono sfogata e ora dormo!” ma di nuovo la replica di quell’insistente:” Ne hai di problemi , eh? Vorrei fossimo amiche per risolver i nostri insieme”. La scarpa , colpita dalla proposta non poté tacere :” Perché tu, così brava hai dei problemi?” la risposta arrivò immediata :” Più di quanti tu non possa immaginare, ma in particolare uno mi perseguita” ” E quale?” chiese interessata la scarpa. A quel punto la lavagna si disegnò un bianco sorriso e disse:” Visto che abbiamo qualcosa in comune? Entrambe siamo curiose!” Senza dar troppo peso alle parole appena dette, la scarpa replicò:” Qual è il problema?” e la lavagna rispose :” Sto cercando l’amore”. ” E cos’è? “disse con crescente interesse la scarpa. ” Quando lo troverò scoprirò anche questo. Ora però andiamo a dormire perché è tardi e tu domani dovrai fare tanta strada.” La scarpa non ne voleva più sapere di dormire ma la lavagna più saggia non volle sentire ragione, si mise al suo posto e si calò in un tranquillo riposo. L’indomani la scarpa calzata dal suo padrone, fece la stessa strada fatta per tanti giorni, ma tutto era diverso, anche lei cercava in ogni angolo dove fosse nascosto l’amore. Dal suo punto di vista poteva cercare sotto i fili d’erba bagnati da una fresca rugiada, che prima non aveva mai notato , tra i sassi del sentiero, ora uno diverso dall’altro eppure solo ieri tutti uguali. Anche le nuvole davanti al sole non le davano fastidio come al solito, a lei piaceva il sole, pensò di guardare meglio lassù ma non poteva cercare bene, era troppo in basso. Allora le venne in mente la lavagna, forse lei poteva attraverso i vetri del lucernario vedere se tra le nubi ci fosse quello che loro due tanto cercavano. Così, ansiosa di tornare nella soffitta, aumentò il ritmo; le riusciva facile, nemmeno si sforzava eppure andava veloce e rifletteva:” ….ma chissà!” . Arrivata a casa trovò la lavagna che aspettava il suo ritorno; la cosa provocò un tale piacere da scioglierle la stringa. Si riprese e disse:” Forse tra le nubi…. Ma no!!! Ora ho capito! L’amore è dentro di noi ma è tanto grande che una sola non lo può contenere, occorre essere in due per riuscire a comprenderne il significato. Se tu …vuoi…potremmo provare?!?! . La lavagna capì che forse non era una scarpa comune e disse :” Io immaginavo già il significato di quella parola( Ne sapeva di cose) ora però sono certa che lo conoscerò bene grazie a te” . Dopo essersi guardate a lungo , la scarpa pensò:” Che bella!” . Poi si dissero contemporaneamente le stesse parole.
