Affrontare un argomento religioso come la lapidazione di S Stefano è stata
un’affascinante esperienza. Ho sviluppato lo studio del dipinto cercando di non
stravolgere l’iconografia dell’evento e al tempo stesso provando a rendere il
momento meno lontano dal presente. Un tentativo di dare continuità per evidenziare come la violenza, il sopruso e la prepotenza siano più che mai attuali. Il mio approccio
decisamente razionale
m’ha spinto a rappresentare un santo più umano; il suo sguardo non è estatico ma
ancora sofferente e spaventato. Un vortice di personaggi e mani ruotano dal passato
al presente osando il coinvolgimento dello spettatore. Mi sono raffigurato dietro il protagonista, coinvolto come tutti nella quotidiana scelta tra il bene e il male.
Dall’alto dei cieli s’intravvede la “Santissima Trinità” come vuole la tradizione cattolica.
