Affacciandosi a questa finestra si ha l’illusione di vivere il caos di un esodo da spettatori. Un lungo e tortuoso cammino si dipana fino all’orizzonte, spostando uomini, animali ed oggetti . Il percorso dell’uomo è un perpetuo esodo. Dal classico paesaggio di fondo al surrealista primo piano, è un percorso che vuole rimarcare anche il tentativo umano d’abbandonare ambienti naturali per spostarsi in situazioni sempre più artificiali. La scena totalmente intasata da figure lascia poco spazio al paesaggio, questa sensazione di sovraffollamento ricorda lo stress delle città, le file per ogni iniziativa fino a quando si fa ritorno a casa e ci si può isolare dietro quelle mura e ad una finestra che come quella del dipinto ci permette d’assaporare l’illusione dell’estraneità.
